Tutto iniziò così…

Ho sempre pensato che nella ricerca di un lavoro le conoscenze giochino un ruolo importante ma non predominante. Allo stesso tempo, mi sono sempre detta che porre un curriculum di rilievo all’attenzione di un’azienda/ente/persona fisica dovrebbe essere un punto chiave per ottenere un colloquio ed avere quindi la possibilità di farsi conoscere, discutere le proprie capacità ed entrare nella cerchia degli eleggibili ad assumere la posizione ricercata.

Talvolta, basta solo questo; inviare un ottimo CV via e-mail oppure attraverso il web per essere successivamente contattati. In altri casi, vista la situazione del mercato del lavoro in Italia per cui la domanda è sempre superiore all’offerta, ci si può ritenere fortunati se questo non viene cestinato prima ancora di essere revisionato e se si riceve una risposta automatica di corretta ricezione dello stesso.

Quando oramai tutto sembra crollarti sotto i piedi, il testimone passa quindi alle cosiddette preziose “conoscenze”. Spesso però chi credi possa aiutarti e speri possa offrirti qualche opportunità per inserirti nel mondo lavorativo, dopo innumerevoli promesse non mantenute e delusioni, ti sbatte gentilmente la porta in faccia e ti abbandona al tuo destino.

Anche mio marito sfortunatamente è stato coinvolto in questo vortice amaro. Laureato con il massimo dei voti in Italia, rientrato nell’attesa di discutere la tesi del suo dottorato all’estero, con la speranza di potersi inserire presto nel mondo della ricerca e intraprendere un progetto di vita insieme ed accanto a me, dopo anni di relazione a distanza, è stato costretto a scontrarsi con la dura realtà lavorativa italiana.

Solo la forza dell’affetto e della provvidenza familiare ed il passaparola con persone di cuore che, nel limite delle loro possibilità e contatti, con qualsiasi mezzo a loro disposizione, vogliono aiutarti, mio marito è riuscito a risollevarsi ed ad ottenere presto quello per cui aveva studiato duramente, sacrificando talora parte della sua vita.

Il suo CV e le sue pubblicazioni scientifiche inoltrate all’attenzione di persone che sanno valutare veramente ciascun candidato per le sue capacità e conoscenze, un colloquio via Skype, un feedback positivo ricevuto da tutti i referenti che lui aveva nominato e un botta e risposta durato mesi via mail con chi è stato incaricato alla selezione hanno fatto in modo di assicurargli una presentazione del lavoro svolto durante il suo dottorato e la possibilità di essere assunto come ricercatore in ambito accademico negli Stati Uniti.

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